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1 giugno 2011

La festa Arancione di Pisapia

Filed under: Senza categoria — Enrico Tata @ 22:33

Da Il Fatto Quotidiano

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Pisapia a Vendola: “in una città che non si conosce è meglio parlare meno”

Filed under: Senza categoria — Enrico Tata @ 22:30

Nichi Vendola era salito sul palco di Piazza Duomo Lunedì pomeriggio per festeggiare la vittoria di Pisapia. Lo ha fatto con un discorso che molti, fin da subito, hanno giudicato fuori luogo.

Giovanna Cosenza, che ha analizzato sul suo blog la comunicazione nelle campagne elettorali di queste elezioni (ne ho parlato quì) ha scritto di Vendola: “Troppo enfatico, sopra le righe: «Abbiamo espugnato il fortino», ha detto. Vendola parla così, lo sappiamo. Ma nel contesto di una città che ha scelto la pacatezza e moderazione di Giuliano Pisapia, pareva ancora più enfatico del solito, inadeguato. Fossi in lui, mi darei una regolata

Pisapia a Tele Nova ha risposto a Vendola: «A Nichi Vendola voglio bene. Ma quando va in una città che non conosce dovrebbe ascoltare più che parlare»

Oggi Nichi Vendola si è scusato con Pisapia con un video messaggio pubblicato su Facebook, accompagnato da queste parole: “Solo l’emozione mi ha portato a usare la parola ‘espugnare’ e neanche il verbo ‘conquistare’ è quello giusto. “Liberare” era ed è il verbo giusto. Ma su questo incidente, e su altre parole, si sta giocando una partita sporca. Sono orgoglioso di aver parlato ai miei fratelli e sorelle rom e ai miei fratelli e sorelle musulmani

Tra i tanti che hanno commentato, Vittorio Zambardino, blogger famoso e giornalista ha scritto su Facebook: “Tre minuti di chiacchiere per ammettere che ha sbagliato. E continua a parlare di “fratelli” musulmani o rom. Ai cittadini, cittadini dello stato di diritto, questo cattocomunista non arriverà mai”.

Quì l’articolo de Il Giornale sulle scuse di Vendola.

 

Milano: chi ha votato chi

Filed under: Senza categoria — Enrico Tata @ 13:32

Termometro Politico ha effettuato un interessante analisi sul voto di Milano, dividendo i votanti per sesso, fasce di età, occupazione, istruzione.

I giovani, dai 18 ai 34 anni hanno votato nettamente per Pisapia (61%), studenti (63%) e laureati (65%)

una nuova generazione di elettori, che si informa soprattutto via Internet e che è potenzialmente in grado di fare la differenza, esiste già, anche in Italia. Magari per ora soprattutto nelle grandi città, ma esiste. E trascurarla, da qui in avanti, sarebbe un errore.

Comunicazione e Campagne elettorali

Filed under: Senza categoria — Enrico Tata @ 13:23

Giovanna Cosenza, docente di Semiotica all’Università di Bologna e Anna Maria Testa, importante pubblicitaria italiana, hanno analizzato, rispettivamente sul blog della docente Disambiguando e su Repubblica Tv, le campagne pubblicitarie e i risvolti comunicativi di queste elezioni amministrative.

Testa sottolinea come a Letizia Moratti non sia bastata la sontuosa e scintillante campagna pubblicitaria che aveva relegato i cartelloni di Pisapia nelle periferie. Questo perchè la tradizionale campagna elettorale non basta più. Secondo Testa hanno funzionato due modalità alternative di marketing politico, una antica e una moderna: il contatto con il territorio e il web, con la presenza e l’interazione di tutti i navigatori e la produzione di materiale umoristico e creativo.

Cosenza aggiunge che queste elezioni hanno dimostrato che si votano soprattutto le persone, non i partiti. Il leader conta più di ogni altra cosa.

Interessante anche il fatto che sia a Napoli che a Milano la campagna elettorale dei candidati vincenti sia stata connotata dal colore arancione. A questo proposito si legga l’articolo di Massimiliano Panarari su La Stampa: “L’arancione, bandiera solare che cancella i partiti a tinta unita”

Per approfondimenti si vedano i post (1 e 2) di Giovanna Cosenza sul suo Blog e l’intervento di Anna Maria Testa su Repubblica Tv

 

Le prime pagine dei giornali il giorno dopo i ballottaggi

Filed under: Senza categoria — Enrico Tata @ 09:44

Sono molto diversi fra loro i titoli che i quotidiani hanno deciso per raccontare l’esito dei ballottaggi: dal titolo neutro del Corriere della Sera: “Il centrodestra perde da Milano a Napoli”, a quelli fortissimi de La Repubblica: “La disfatta di Berlusconi” e de La Stampa: “Ballottaggi, il crollo di Berlusconi”.

Interessanti le reazioni dei quotidiani di “centrodestra” con Il Giornale che titola: “Grande psicodramma” (con una bandiera di Che Guevara davanti al duomo di Milano) , Libero: “Una batosta per Silvio. Chiagne e non fotte”, e Il Tempo: “Cribio che botta”.

C’è da sottolineare la scelta dei quotidiani di “centrosinistra” di accompagnare il titolo con grandi fotografie evocative: c’è L’Unità che titola: “Grazie Italia“, il Manifesto: “Non ci posso credere”, Liberazione: “Avanti c’è popolo”.

Il Fatto quotidiano ha invece scelto, senza sorprese, di dedicare il titolo al presidente del consiglio: “E adesso vattene”.

Molto significativi il titolo di Avvenire: “Una scossa per cambiare” e de La Padania: “Ripartire da Pontida”.

Le foto delle prime pagine sono tratte da “Il Post”

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